Dal prototipo alla nuova chitarra: passo dopo passo con le Ceci Guitars

Ceci Guitars. Costruisco chitarre con grande passione in un piccolo laboratorio in Italia da diversi anni. Ho iniziato perché desideravo avere le chitarre che non potevo permettermi di comprare. Col tempo è diventata una passione profonda che mi ha spinto poi a voler realizzare strumenti che uscissero dagli schemi abituali e avessero una propria personalità, non più repliche di strumenti conosciuti ma mie creazioni originali. All’inizio solo per me ma ora per tutti quelli che condividono la mia stessa curiosità.

In questo articolo descrivo la realizzazione di una chitarra nata come prototipo. Non ho mai realizzato prototipi fino ad ora, sono sempre passato direttamente dall’idea al modello finito. Per questo strumento ho sentito la necessita di avvicinarmi ad una specie di produzione seriale, per la quale avevo bisogno di verificare preventivamente ogni eventuale difetto e di individuare tutti i possibili miglioramenti.

Questa chitarra, la “Vera”, è l’istantanea attuale del mio percorso di produzione, nella quale ho concentrato buona parte delle cose che considero più riuscite dei precedenti progetti, sia in termini di originalità che di concretezza. La costruzione, un paio di anni fa, di una piccola chitarra tenore a quattro corde, nata quasi per gioco, si è rivelata una fonte di ispirazione fondamentale per questo progetto.

La chitarra tenore era costituita da un unico blocco centrale in mogano sapele per manico e corpo, con due piani armonici in alluminio avvitati ad esso, per dare la forma tradizionale del corpo, lasciando però completamente aperti i lati. E’ stato poi naturale decidere di trasportare l’idea alla scala di una chitarra tradizionale a 6 corde, mantenendo la stessa struttura, ma realizzando i piani armonici in legno massello, sia per questioni timbriche che ergonomiche. Rifacendomi sempre al progetto della chitarra tenore ho deciso di caratterizzare il design dello strumento limitando le dimensioni del corpo e sottraendo elementi al fine di ottenere un risultato minimalista.

LA REALIZZAZIONE
PROGETTAZIONE.

La nascita di ogni mia chitarra parte sempre da una fase di progettazione al computer con programmi CAD. La natura poco convenzionale di questo strumento ha richiesto un’attenta verifica delle forme e delle proporzioni. La realizzazione di un modello tridimensionale dello strumento ha permesso di apportare le ultime modifiche al progetto prima di procedere con la lavorazione dei materiali.

SAGOME.

Per semplificare e velocizzare le fasi di rifilatura e sagomatura della chitarra è stato indispensabile realizzare delle sagome con la forma precisa delle sue principali parti. A maggior ragione per una chitarra che si intende replicare più volte rendendo le sagome riutilizzabili.

Le sagome di questa chitarra sono state realizzate partendo da pannelli da 2cm di MDF (medium density fibreboard), un materiale omogeneo e facilmente lavorabile. Dopo averlo tagliato con la sega a nastro ed averlo rifinito a mano per ottenere le forme desiderate è stato protetto con alcune mani di vernice trasparente per aumentarne la resistenza superficiale agli urti.

MATERIALI.

L’individuazione dei materiali ha sempre grande importanza perché caratterizza fortemente l’aspetto e la sonorità dello strumento. In questo caso le scelte sono state dettate dalle caratteristiche particolari dello strumento e dagli obbiettivi estetici e timbrici che si volevano ottenere. Per il blocco centrale è stato utilizzato del mogano sapele, del frassino europeo per i piani armonici, ebano per la tastiera, alluminio per l’hardware e PVC forex per le placche e la cover del pick-up.

BLOCCO CENTRALE.

Dopo essere stata piallata per portarla allo spessore di 2cm la tavola di mogano sapele è stata tagliata con una sega a nastro e in seguito sagomata con un elettro fresatrice utilizzando la relativa sagoma come guida. Come si può vedere in foto il blocco centrale della chitarra è composto da tre parti di Mogano che sono state successivamente incollate tra di loro.

PIANI ARMONICI.

La stessa lavorazione della tavola in mogano è stata eseguita sulla tavola in frassino utilizzata per la realizzazione dei due piani armonici della chitarra. In questo caso lo spessore ottenuto con la piallatura è stato di 12.5mm (1/2 pollice).

INCOLLATURA DEL BLOCCO CENTRALE.

Le tre parti di mogano sapele, precedentemente sagomate, sono state incollate tra di loro utilizzando della colla alifatica e dei morsetti, saldamente tenuti in posa per circa 24 ore. La decisione di realizzare il blocco centrale in tre pezzi laminati si ispira alla tradizione delle chitarre jazz archtop che, oltre a ridurre lo spreco di materiale, permette di ottenere un manico più stabile e meno soggetto a variazioni di inclinazione, da correggere poi con la regolazione del truss-rod.

CANALE PER IL TRUSS-ROD.

In questa fase si è reso necessario aumentare la sezione del blocco centrale in due zone: la paletta e il punto di fissaggio dei due piani armonici. L’allargamento è stato ottenuto incollando lateralmente altri listelli di mogano sapele. Con l’utilizzo di una fresatrice è stato poi realizzato un canale longitudinale in corrispondenza del manico nel quale è stato successivamente alloggiato il truss-rod a doppia azione che, rispetto al truss-rod tradizionale, rende più semplice e preciso il setup dello strumento.

ALLOGGIAMENTI PER I TASTI.

La tavola in ebano è stata piallata per ottenere uno spessore finale di 6mm. Tramite l’utilizzo di una ‘fret slotting miter box’ autocostruita e di una sega per ‘fret slotting’ sono stati realizzati gli alloggiamenti per i tasti. La precisione nella realizzazione degli alloggiamenti è fondamentale perché ogni errore di posizionamento determina difetti di intonazione irreparabili. I punti corretti dove realizzare i solchi sono stati determinati grazie all’utilizzo di un apposito templates in metallo.

SEGNATASTI.

La scelta della forma, del numero e della posizione in cui inserire i segnatasti nella tastiera, costituisce secondo me un elemento di fondamentale personalizzazione di una chitarra. Per la realizzazione di questo strumento ho deciso di inserirne solamente uno tondo di grandi dimensioni al dodicesimo tasto, costituto da plastica bianco all’esterno e dallo stesso ebano della tastiera all’interno. Per preservare la funzionalità della chitarra sono stati comunque inseriti i segnatasti laterali nelle posizioni canoniche, realizzati in plastica bianca rettangolare.

INCOLLATURA DELLA TASTIERA.

La tastiera è stata incollata al blocco centrale con l’utilizzo di colla alifatica tenendola saldamente in posizione con dei morsetti per circa ventiquattro ore. Dopo aver liberato la chitarra dai morsetti ho effettuata una prima prova di assemblaggio per verificare la correttezza delle lavorazioni eseguite fino a questo punto e per aggiustare eventuali imprecisioni prima di procedere con le fasi successive.

MODELLAZIONE DEL RAGGIO DELLA TASTIERA.

Per essere suonabile la tastiera di una chitarra deve possedere una curvatura con un raggio più o meno accentuato. Per le mie chitarre prediligo un raggio di curvatura piuttosto contenuto di stampo vintage. Per conferire la curvatura ho utilizzato un blocco di legno che nella superficie inferiore presenta, in negativo, lo stessa raggio di curvatura che si intende ottenere sulla tastiera. La lavorazione è stata eseguita apponendo in questa parte del blocco della carta abrasiva adesiva e passandolo sulla tastiera longitudinalmente un numero elevato di volte fino ad asportare tutto il legno in eccesso.

SAGOMATURA DEL MANICO.

Fino a questa fase il manico della chitarra, nella parte posteriore, ha mantenuto una sezione rettangolare. La procedura per ottenere lo forma del manico può essere eseguita anche con degli elettroutensili ma, sia per la mia tipologia di produzione, sia per la soddisfazione che si prova nel vedere il manico che prende forma gradualmente, ho effettuato il lavoro manualmente con l’utilizzo di raspe, seguendo delle linee longitudinali precedentemente segnate a matita sul legno. Per le mie chitarre opto per un manico dalle dimensioni “generose” di stampo vintage in quanto lo ritengo più comodo e adatto al feeling e alle peculiarità dei miei strumenti.

SAGOMATURA DEL BLOCCO CENTRALE.

Dopo aver ottenuto le principali forme del blocco centrale, con delle raspe ho sagomato i punti di collegamento tra le parti smussando gli spigoli. Nella fotografia è visibile la sagomatura ottenuta tra manico e corpo.

INSERIMENTO E RETTIFICA DEI TASTI.

Negli alloggiamenti precedentemente realizzati sono stati inseriti i ventitré tasti previsti per la chitarra (i ventidue tasti ‘suonabili’ e il tasto zero). L’inserimento è avvenuto con l’utilizzo di una pressa che ha permesso di incastrare i tasti in modo saldo e preciso nei rispettivi alloggiamenti. Il bordo dei tasti è stato in seguito limato e sagomato per eliminare la parte eccedente oltre il bordo esterno della tastiera. Nonostante l’inserimento sia stato il più accurato possibile i tasti hanno necessitato comunque di una procedura di rettifica per livellarli e fare sì che il bordo superiore di tutti risultasse perfettamente allineato. Al termine di questa lavorazione i tasti sono stati lucidati con carta abrasiva e lana d’acciaio.

SAGOMATURA DEI PIANI ARMONICI.

Per i due piani armonici sono state eseguite tutte le lavorazioni necessarie per ottenere la forma e la funzionalità definitiva come l’arrotondamento dei bordi, la realizzazione dei fori per i potenziometri e lo scasso per il pickup. Tutte gli interventi sono stati effettuati con l’utilizzo di un elettro fresatrice e di un trapano a colonna.

CAVITA’ PER IL CIRCUITO ELETTRICO.

Nella parte retrostante del primo piano armonico ho fresato le cavita necessarie per ospitare la parte elettrica dello strumento. In corrispondenza dei canali per il passaggio dei cavi è stato necessario installare degli elementi metallici che ne impedissero lo spostamento durante l’utilizzo dello strumento. Dopo una ricerca dell’oggetto e della forma più adatta ho trovato ottimali le lamelle esterne delle maglie di catene per bicilette.

PONTE.

Nel corso della mia produzione ho ritenuto man mano sempre più importante realizzare personalmente diverse parti dell’hardware delle mie chitarre. Nonostante la presenza numerosa di ponti sul mercato fatico a trovare modelli che soddisfino le mie esigenze in termini di semplicità e di design. Per questo motivo preferisco realizzarli manualmente anche se la lavorazione comporta un allungamento dei tempi. Il ponte di questa chitarra è stato sagomanto manualmente partendo da una barra solida di alluminio. Due barre filettate laterali permettono di regolare l’altezza delle corde. Ispirandomi alle chitarre jazz archtop ho lasciato il ponte semplicemente appoggiato sul top dello strumento, tenuto in posizione solamente dalla pressione delle corde. In questo modo la regolazione dell’intonazione dello strumento può avvenire semplicemente spostando manualmente il ponte in avanti e indietro.

COVER DEL PICKUP.

Per la prima volta ho deciso di personalizzare la cover del pickup per adattarla al design dello strumento. La chitarra è stata dotata di un singolo pick-up P90 realizzato da EG PICKUPS posizionato al manico. La cover è stata realizzata utilizzando un pannello di pvc forex bianco di 5mm, nel quale sono stati realizzati i fori per i magneti e per le viti di regolazione dell’altezza, poi tagliato con un seghetto e sagomato a mano con della carta abrasiva.

PLACCA DEL LOGO.

Anche per la realizzazione della placca del logo ho utilizzato una lastra di PVC forex. Per questa lavorazione sulla lastra è stata stampata una grafica precedentemente disegnata con software CAD. Con un seghetto ed una successiva finitura del bordo con carta abrasiva il pezzo è stato poi sagomato.

PROVA DI ASSEMBLAGGIO.

Prima di passare alla finitura della chitarra, è stato necessario procedere con un preassemblaggio dello strumento per verificare che non ci fossero interferenze tra le parti o difetti di progettazione non individuati prima.

FINITURA.

Dopo numerose passate di carta abrasiva di grana man mano sempre più fine, per eliminare ogni possibile segno o graffio dalla superficie del legno, la chitarra è stata rifinita solamente con l’applicazione di tru-oil, lasciando i pori del legno aperti. Il tru-oil, un olio nato per la finitura delle canne dei fucili, ma utilizzato ampiamente anche per la finitura di strumenti musicali, è stato applicato a mano con un tamponcino con una decina di leggerissime mani. Dopo la sua completa essicazione la finitura è stata trattata manualmente con lana d’acciaio per ottenere un gradevole effetto satinato.

ASSEMBLAGGIO.

In questa fase tutte le parti della chitarra sono state assemblate tra di loro. L’utilizzo superficiale di cacciaviti e chiavi può causare segni e graffi sulle finiture dello strumento, per questo motivo è fondamentale eseguire questo passaggio con attenzione e concentrazione per non sprecare ore di lavoro.

COLLEGAMENTO DEL CIRCUITO ELETTRICO.

I componenti del circuito elettrico sono stati connessi utilizzando una stazione di salsatura. Il circuito di questa chitarra è piuttosto semplice, composto da un unico pickup al manico e da due classiche regolazioni di volume e toni. Come uniche eccezioni al concetto di semplicità che ha guidato il progetto, ho aggiunto al circuito un sistema denominato “treble bleed”, che evita che con l’abbassamento del volume il tono della chitarra tenda a scurirsi, e un selettore per permettere di indirizzare il suono del pickup direttamente alla presa del jack.

PROVA

Al termine del lavoro, dopo aver settato lo strumento, ho testato il suo suono. Si tratta sempre del momento più emozionante dell’intero processo, il culmine di tante giornate di lavoro, ancora più importante nel coso di un prototipo in cui tutto quello che fino ad ora è stato solo immaginato si deve materializzare in riscontri concreti. Lo strumento mi ha sorpreso per il notevole volume che possiede anche non amplificato, causato dall’ampia libertà di vibrazione dei due piani armonici, e da un suono amplificato molto personale, dalla forte presenza acustica e con un piacevole crunch.

The Vera
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